Trauma e disfunzione

 

 

 

Ogni episodio traumatico sul corpo umano può procurare vari tipi di lesioni ed essere “memorizzato” a più livelli. Questo significa che anche traumi precoci alla nascita, nell’infanzia, possono procurare alcuni dei danni che vediamo di seguito:

 

 

 

1.       Danno immediato ai tessuti (lacerazione, frattura, strappo, distorsione articolare…) di variabile entità.

 

La prima fase della riparazione dei tessuti avviene come segue:

Trauma ai tessuti   è   infiammazione   è  proliferazione cellulare (fibroblasti)  è    produzione di tessuto fibroso cicatriziale.

 

Spesso viene prodotto un eccesso di fibrosi in particolare se si è determinata immobilità delle zone: la conseguenza è la rigidità articolare e le aderenze fra i vari piani muscolare, tendineo e cutaneo, fonte di malfunzionamento e dolore.

 

 

 

2.       Danno propriocettivo

 

La pelle, i muscoli, i tendini e legamenti, le capsule articolari, contengono molti “sensori” di diversi tipi che informano il sistema nervoso sul movimento, le posizioni, le pressioni ecc delle diverse parti del corpo.

Il trauma a questi sensori falsa l’informazione che loro mandano al cervello e ne risultano movimenti non corretti, imprecisi e mal coordinati.

 

 

 

 

                                                        Informazione non corretta

                                                                      

   Ricettore danneggiato                     Circolo vizioso      Sistema nervoso centrale

                                                                                             

                                                     Schema motorio non corretto

 

 

 

 

 

 

 

 

La fibrosi cicatriziale spesso “fissa” questi sensori nel loro stato malfunzionale in maniera definitiva a meno che non venga fatta una cura specifica.

Si può parlare di una memoria nei tessuti del trauma subito.

In seguito ad un periodo di  malfunzionamento nasce un processo chiamato “deafferrenziazione” che corrisponde ad una atrofia di alcune cellule nervose che si può anche estendere a catena per effetto “domino” e si parla allora di degenerazione Trans Neurale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                    Scompenso posturale                                                       Degenerazione

                                                     e motorio                                                       Transneurale

                                                          

 

 

Trauma propriocettivo                 DISFUNZIONE                      DEAFFERENZIAZIONE

 

 


                                                           ATROFIA

                                                           MUSCOLARE

 

 

 

 

 

3.       Danno per deformazione della geometria  corporea

 

Un impatto su una qualsiasi parte del corpo può produrre una deformazione maggiore e un danno in un’altra parte. Questo è dovuto all’assemblaggio in “Tensegrity” (Integrità tens.strutturale) di elementi continui fra di loro seguendo linee geometriche molto precise.

L’impatto carica la struttura, la deforma, portando a un cedimento laddove la stessa struttura è stata precedentemente sovraccaricata ed indebolita.

Infatti precedenti traumi e stress hanno caricato di tensione il corpo senza procurare un cedimento, deformandolo però a lungo, diminuendone l’efficienza e rendendolo più fragile e vulnerabile.

 

4.       Danno funzionale adattivo

 

Corrisponde a un circolo vizioso fra i vari danni alle strutture e la disorganizzazione neurologica.

Dalla disfunzione locale post traumatica nasce uno schema distorsivo dell’intero sistema neuro-muscolo-scheletrico visibile nella postura e nella deambulazione, ma anche rilevabile alla palpazione come uno o più tratti di tensione (zone di sublussazione) in particolare lungo la colonna vertebrale.

Tale stato di distorsione potrà evolvere nel tempo verso un’auto correzione che il corpo riuscirà a fare se il sistema nervoso conserva ancora un buon livello di organizzazione, oppure si fisserà cumulandosi con precedenti schemi, portando a disturbi cronici.

La deviazione e l’irrigidimento della colonna vertebrale porterà a una varietà di disturbi e sintomi direttamente legati alla spina.

 

Ø       Dolori del rachide, mal di schiena, cervicalgia, torcicolli, cefalee muscolo tensive, discopatie con irradiazione di dolori agli arti, sciatica, cervicobrachialgia

 

Ø       Scoliosi, Cifosi

 

Ø       Degenerazione discale, ernia discale, artrosi intervertebrale, deformazione e restringimento del  canale  midollare

 

Ø       Attivazione del sistema simpatico Stress endogeno

 

 

La memoria che il cervello conserva del trauma può anche produrre:

 

v      Reazioni emotive: ansia, paure, fobie

 

v      Stati depressivi, disturbi del comportamento

 

v      Disturbi del movimento, della coordinazione e dell’equilibrio.

 

v      Disturbi neuro-vegetativi:

 

·         respiratori: blocco del diaframma, attacchi di panico,  

                               squilibrio fra fase inspiratoria ed espiratoria

                                     diminuzione della capacità vitale

 

·         cardiovascolari: extrasistolia, tachicardia, alterazione della   

                                         pressione arteriosa, diminuzione della      

                                         perfusione e  scarsa ossigenazione dei  

                                         tessuti

 

·         digestivi: dispepsia, colon irritabile, etc

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