Studio Chiropratico Network
Dr. A.Ralph Belig

 

 

  • articolo pubblicato sul n.29 della rivista alpha DIMENSIONE Vita

 

Il metodo NSA, sviluppato nel 1986 dal Dr. Donald Hepstein, chiropratico americano, deriva in origine dalla sintesi di alcune delle migliori tecniche chiropratiche per poi evolversi in modo innovativo. I suoi risultati stimolano l'interesse di ricercatori internazionali.

Nuove Strategie di Guarigione

Interessarsi alla malattia non è sinonimo di interes­sarsi alla salute della persona. Si possono infatti distinguere due diversi tipi di approccio terapeutico.

  Il primo, quello più frequentemente adottato dalla medicina allopatica, è centrato sulla condizione pato­logica e non sulla persona; mira, in genere, a identifi­care un agente esterno quale responsabile della malattia, a combatterlo e a sistemare quel qualcosa che nell’organismo è “andato storto.

  In questo modello il corpo viene visto come un in­sieme di tante parti da curarsi separatamente, ognu­na delle quali richiede un proprio specialista, Il suc­cesso della cura è valutato in base alla scomparsa o alla riduzione dei sintomi e dei segni della malattia. Ovviamente non tutto è sbagliato. In situazioni d’e­mergenza, come in caso di traumi o incidenti, l’allopa­tia dà infatti ottimi risultati per il superamento della crisi. Non interviene però sulla natura del problema, che spesso ha a che fare con il ruolo e la realizzazione della persona nella propria vita. Cosi, in situazioni croniche, non dà risposte adeguate in relazione all’ottimizzazione del potenziale di salute di ognuno.

Il  secondo approccio considera la salute in termini di “malessere-benessere”. Qui la persona è al centro del programma di cura, in quanto l’obiettivo è ricreare relazioni che si sono interrotte, portando alcune parti di noi a non funzionare più in armonia col resto dell’organismo. Secondo questo modello, niente è sba­gliato, niente è rotto, niente è ‘andato storto”, ma semplicemente si è interrotto quel livello di comuni­cazione ottimale che permette l’espressione armonica della forza vitale. La cura viene vista come un avanza­mento progressivo verso una condizione di maggiore globalità dello stato del nostro corpo, ma anche della nostra mente e delle nostre emozioni.

  Il  successo si valuta attraverso l’emergenza di nuove strategie biologiche, frutto di accresciute autoconsapevolezza e autoresponsabilità. Nasce la percezione che la sfida per la guarigione è dentro di noi e non contro l’ambiente o gli altri.

Questo modello è quindi centrato sul rispetto e sulla fiducia in sé e nella vita sofferenza e dolore sono messaggi del nostro corpo che possono riportare l’at­tenzione verso i nostri ritmi personali, come illustra magistralmente il dr. Donald Epstein nel suo libro 112 Stadi della Guarigione (Editore Schiberna).

L'IMPORTANZA DEL SISTEMA NERVOSO

Il  cervello e il midollo spinale formano la parte centrale del sistema nervoso, sul cui funzionamento, grazie ai recenti progressi della neurobiologia, si ha una visione molto diversa rispetto al passato.

Il  suo ruolo, in sintesi, è di elaborare schemi di com­portamento di vari gradi di complessità; in particola­re, la sua parte cosciente, la corteccia cerebrale, ha la capacità di amplificare o di bloccare i messaggi che le arrivano, selezionando che cosa accettare per creare la propria realtà e che cosa invece rimandare verso altri centri “meno coscienti”.

Quando viviamo situazioni di stress di qualsiasi natura (traumi, incidenti, stress emotivo o mentale, tossicità...) il sistema nervoso centrale interviene per adattare il nostro comportamento nel modo più adeguato. 
Lo studio accurato di questa risposta generale ha portato alla definizione della GAS. o Sindrome di adattamento Generale (Selye)
Si è osservato che se la risposta immediata allo stress è necessaria per la nostra sopravvivenza, la situazione è però diversa sul lungo periodo. 
Quando infatti l’intensità dello stress non è gestibile dalla nostra corteccia cerebrale, i segnali nervosi vengono rimandati verso centri più bassi, più automatici, come il sistema limbico. 
Ciò crea però un accumulo di tensione a livello del midollo spinale, quasi come se ciò che la corteccia cerebrale non può gestire al momento, venisse messo in attesa di una futura soluzione e registrato sotto forma di tensione meccanica lungo il midollo spinale.
Questa tensione coinvolge meningi, muscoli, ossa e articolazioni della spina dorsale, in un primo momento, e anche di altre parti successivamente. Col passare del tempo il nostro corpo accumulerà così energia e informazioni bloccate sotto forma di  tensione dei nostri tessuti.

La tensione meccanica lungo un nervo si sa che è più dannosa di una compressione dello stesso nervo di pari intensità. Questo ci fa capire come i nervi, progressivamente, possano finire per non funzionare adeguatamente. 
Ma non solo recenti studi mostrano che la tensione meccanica applicata su campioni di cellule altera i loro scambi metabolici, il loro funzionamento interno e addirittura l’espressione del loro materiale genetico. 
Questo concetto di”tensegrity” era stato già intuito più di un secolo fa da D.D. Palmer, inventore della chiropratica, che parlava di un tono nervoso espresso in tutto il corpo.

Se, dunque, l’energia accumulata nel nostro corpo in forma di tensione meccanica finisce per modificare il funzionamento delle nostre cellule, possiamo renderci conto di quale importanza rivestano, a lungo termine, le conseguenze ditale processo.

IL METODO NETWORK ANALYSIS SPINAL (NSA)

È I unico metodo attualmente conosciuto che permette di valutare lo stato di tensione del sistema nervoso e lo stato di salute della colonna vertebrale, nonché di aiutare il corpo a sviluppare una strategia progressiva di auto- correzione e di rilascio dei blocchi accumulati.

Dopo gli esami e le valutazioni iniziali ctie servono appunto a definire lo stato di salute del sistema nervoso della persona, viene effettuato un programma di cura articolato in stadi progressivi con lo scopo principale di favorire il rilascio delle tensioni accumulate lungo il midollo spinale. 
Attraverso contatti manuali, in particolare a livello cervicale e sacrale, viene attiva­ta quella parte del cervello che attualmente è separata da questi blocchi. La partecipazione attiva della persona è essenziale alfine di un buon risultato, il paziente”, cioè, diventa il protagonista della propria guarigione, portando la sua attenzione sui progressi che fa il suo corpo e sfruttando la capacità di amplificazione della sua corteccia cerebrale: questa volta però di un segnale di liberazione e non di blocco, come è succes­so in passato, quando si è creata la tensione

Lo scopo è aiutare il cervello a ritrovare la tensione accumulata, in modo sicuro e al momento giusto.

È molto importante che la tecnica applicata sia costantemente adeguata al livello in cui si trova la persona nel suo percorso di guarigione. A tal riguardo sono di grande aiuto gli esercizi di integrazione somato­respiratoria, che sono insegnati durante la cura e di cui si può prendere conoscenza leggendo il libro di Epstein sopracitato.

Durante la cura, le persone sviluppano un movimento respiratorio molto preciso e completo, che va dalla base della colonna vertebrale fino al cranio e muove ogni singola vertebra in rapporto alle altre. In tal modo la flessibilità del rachide aumenta gradualmente, liberando la tensione sul midollo.

Più avanti, nel corso del trattamento, si sviluppano oscillazioni sempre più sincronizzate lungo la colonna vertebrale, segnali di una maggiore integrità di funzio­namento del sistema nervoso e del rachide. È importante segnalare che con nessun altro metodo di cura sono state riportate queste manifestazioni respirato­rie e oscillatorio, se non in maniera molto sporadica e aneddotica. Si tratta invece di vere strategie di auto-correzione e di liberazione che tutti noi possediamo e che purtroppo non sappiamo di avere a disposizione.

Il metodo NSA riesce in modo consistente e prevedi­bile ad attivare questi meccanismi respiratori e oscil­latori cosa importanti; la gradualità della cura è essenziale per far sì che ogni risposta accada nel momento più giusto e non in modo caotico, così che la persona riporti veramente un miglioramento profondo della propria salute e non una serie di reazioni strane o spettacolari senza esito costruttivo.

STUDI SUI RISULTATI DELLA CURA NETWORK

Presso l’Università di Medicina di lrvine, negli USA, sono state seguite per diversi anni oltre 2800 persone n cura NSA. 
I risultati mostrano miglioramento del benessere fisico, particolarmente nella prima fase della cura (miglioramento nella flessibilità del corpo, meno stanchezza, più energia, meno dolori ecc.). 
Progressi sono stati notati anche a livello emotivo e mentale (benessere generale, più facilità di relazione in famiglia e sul lavoro, sensazione positiva di se stessi, meno tristezza, meno rabbia, più interesse alla vita, migliore capacità di pensare e concentrarsi, meno ansia, ecc.).  
In termini di qualità di vita, i miglioramenti riscontrati
sono stati più che significativi e progressivi con il procedere della cura (piacere di vivere in generale, esperienza di rilassamento e benessere, interesse a mantenere uno stile di vita salutare, fiducia nell’affrontare le avversità, maggiore disponibilità ad adattarsi al cambiamento, ecc).

Una caratteristica importante delle persone in buona salute è che esse fanno molto più riferimento a se stesse per decidere o scegliere nella loro vita, e le scelte che fanno sono sempre più a sostegno della buona salute. All’opposto, più una persona è malata e più tenta di trovare le colpe, le cause e le soluzioni all’esterno di sé, e si deve constatare che le scelte che fa e le abitudini che adotta sono raramente a soste­gno della buona salute.

Il nostro personale approccio alla salute e al benessere è fortemente determinato da schemi sociali, culturali, educativi, religiosi che ci condizionano di solito a nostra insaputa. 
Quanto funzionano per noi questi modelli? 
Quanto servono alla nostra salute e al nostro benessere? 

Vale la pena rifletterci e dedicare più ricerche a questi temi al fine di sviluppare pro­grammi di cura come il Network Spinal Analysis, basati sì su conoscenze cliniche, ma che tengono conto della persona nel suo insieme.

a cura del Dr. A.Ralph Belig - alpha DIMENSIONE Vita n.29

 


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